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Utilizzo del Tibolone nei disturbi del climaterio: studio LIBERATE

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Lo studio LIBERATE fornisce forti evidenze contro l’uso di tibolone nel trattamento dei disturbi del climaterio in pazienti con storia di carcinoma della mammella.Le donne trattate con successo mediante intervento chirurgico nei primi stadi del carcinoma della mammella soffrono spesso di sintomi vasomotori (es. vampate di calore) anche importanti a seguito della terapia adiuvante con tamoxifene, inibitori dell’aromatasi, analoghi del GnRH o chemioterapia. La terapia estrogenica convenzionale, da sola o in associazione a progestinici, è efficace nell’alleviare questa sintomatologia, ma è controindicata nelle pazienti con carcinoma della mammella, perché gli ormoni possono favorire le recidive della neoplasia. Un altro farmaco impiegato per ridurre i sintomi climaterici è il tibolone, uno steroide sintetico che si distingue, sia sotto il profilo farmacologico che clinico, dagli ormoni sessuali ma anch’esso controindicato nelle donne…
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Tumore dell’ovaio, nuovo farmaco per guadagnare tempo prezioso

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E’ in arrivo anche in Italia una nuova arma terapeutica contro il carcinoma dell’ovaio, in grado di contrastare le recidive e prolungare la sopravvivenza senza che la malattia progredisca. Si tratta del primo farmaco biologico approvato in Europa per il trattamento delle donne affette da tumore ovarico in stadio avanzato non pretrattate. «Fino a oggi il trattamento di questo tumore ginecologico particolarmente aggressivo è stato limitato a chirurgia e chemioterapia e, a differenza della maggior parte degli altri tipi di cancro, non era disponibile alcun farmaco biologico – dice Sandro Pignata, Direttore dell’Oncologia Medica al Dipartimento Uro-Ginecologico dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli. Purtroppo ancora molto spesso la neoplasia viene scoperta tardi e la diagnosi precoce continua a rappresentare un vero e proprio ostacolo, perché il tumore spesso non dà sintomi…
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TEST DI SCREENING PER LA PRE-ECLAMPSIA NEL 1° TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

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TEST DI SCREENING PER LA PRE-ECLAMPSIA NEL 1° TRIMESTRE DI GRAVIDANZA Il test di screening per la Pre-eclampsia valuta il rischio di insorgenza di pre-eclampsia durante la gravidanza, permettendo di identificare precocemente le donne a rischio di sviluppare la patologia e di programmare un attento monitoraggio della salute della gestante e del feto.La pre-eclampsia, in passato chiamata gestosi, consiste nella comparsa di ipertensione associata a perdita di proteine nelle urine. La patologia può insorgere nella donna in gravidanza dopo la 24° settimana di gestazione, causando l’insorgenza di gravi complicazioni, quali ritardo dello sviluppo fetale, distacco della placenta, insufficienza renale acuta, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni (eclampsia).Attualmente la pre-eclampsia interessa circa il 2-8% delle gravidanze, rappresentando la principale causa di mortalità materna e neonatale.Il test di screening per la Pre-eclampsia si effettua tra la 11° e la 14° settimana…
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Programma di Screening con il Test HPV

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Lo screening per il carcinoma del collo dell’utero è un intervento sanitario che ha lo scopo di diagnosticare le lesioni pre-tumorali o il tumore in fase precoce, cioè prima che compaiano sintomi, in modo da prevenire lo sviluppo del tumore e migliorarne la prognosi. Il programma di screening organizzato è rivolto a tutte le donne nella fascia di età 25-64 anni, prevede l’invito attivo, con richiamo per le donne che non rispondono, ed è tanto più efficace quanto maggiore è l’adesione delle donne.Il Virus HPV e il carcinoma del collo dell’uteroIl virus HPV è la causa necessaria del carcinoma del collo dell'utero: si tratta del primo tumore riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile ad una infezione. Il Prof. Harold Zur Hausen nel 2008 ha vinto il premio Nobel…
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Menopausa: una nuova terapia sicura per seno e utero

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Finalmente un’ottima notizia per le donne in menopausa (e per gli uomini che le amano). Ad aprile 2016 anche le italiane avranno a disposizione una terapia sicura per la mammella e l’utero. Si tratta di una compressa che contiene estrogeni coniugati (EC), utili a ridurre tutti i sintomi della menopausa, e una sostanza, il bazedoxifene (BZD), che non è un ormone, e ha il pregio di proteggere sia la mammella sia l’utero dal possibile effetto negativo, ancorché minimo, degli estrogeni usati nelle terapie ormonali.La combinazione degli estrogeni coniugati (0,45 mg) e bazedoxifene (20 mg) è stata accuratamente studiata in ampi studi randomizzati (Selective estrogens Menopause and Response to Therapy, SMART). Ha dimostrato ottima efficacia nel ridurre i sintomi postmenopausali, con un promettente profilo di sicurezza e tollerabilità. Oltre alla sicurezza…
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MANGIARE MALE RITARDA LA GRAVIDANZA

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MANGIARE MALE RITARDA LA GRAVIDANZA Le donne che mangiano troppo spesso cibi da fast food (come hamburger, pollo fritto, patatine fritte ma anche  pizza) e che consumano poca frutta presentano un rischio di infertilità superiore alla media. Lo dimostrano i risultati di uno studio condotto su circa 6 mila donne. Chi mangia troppo fast food o mangia troppo poca frutta ha meno possibilità di rimanere incinta entro un anno. Ancora uno studio sui rapporti tra dieta e salute riproduttiva della donna, questa volta pubblicato su Human Reproduction. Il take home message è che le donne che mangiano prevalentemente cibo da fast food e poca frutta fanno più fatica a concepire e hanno un maggior rischio di infertilità. Lo studio, condotto in Australia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna, ha raccolto (a fare l’intervista sono state delle ostetriche in occasione della prima visita…
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Le vampate di calore in terapia antitumorale per carcinoma mammario

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Martina NunziSilvia SabatiniSC di Oncologia Azienda Ospedaliera di Terni Introduzione Da una recente analisi sistematica condotta in 187 paesi è emerso che l’incidenza globale di carcinoma della mammella è aumentata dal 1980 al 2010, passando da 641.000 casi a 1.643.000 casi, con un tasso annuale di incremento del 3,1%. Il numero delle morti per carcinoma mammario è passato da 250.000 nel 1980 a 425.000 nel 2010 con un tasso annuale di incremento dell’1,8%1 . Se ne deduce che il numero delle donne lungosopravviventi dopo una diagnosi di carcinoma mammario è in costante aumento e tali pazienti arrivano a rappresentare più del 40% di tutte le donne lungosopravviventi dopo diagnosi di tumore. Molte di queste pazienti sono destinate a sperimentare una serie di sintomi e complicanze a lungo termine delle terapie…
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Le gravidanze gemellari

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La gravidanza gemellare è un evento che avviene per ovulazione multipla, o per divisione di uno zigote. CASO A (70% di tutte le gravidanze gemellari) Se due cellule uovo vengono fecondate da due diversi spermatozoi, il risultato sono gemelli dizigoti, cioè geneticamente diversi. I due zigoti si impiantano nella parete uterina separatamente, e questo determina una gravidanza gemellare bicoriale, cioè con due placente separate. Il tasso di gemelli dizigoti aumenta all’aumentare dell’età materna e in caso di familiarità (sulla linea materna, mentre la linea paterna non modifica il rischio di gemellarità). CASO B (30% di tutte le gravidanze gemellari) Se una cellula uovo viene fecondata da uno spermatozoo, ma successivamente, per cause sconosciute, avviene la divisione dello zigote, si possono avere diverse situazioni a seconda del momento della divisione. (un…
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LA QUALITÀ DELLA DIETA INFLUENZA L’ETÀ DI COMPARSA DELLA MENOPAUSA

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LA QUALITÀ DELLA DIETA INFLUENZA L’ETÀ DI COMPARSA DELLA MENOPAUSA Le donne che mangiano legumi freschi e pesci grassi, come il salmone, vanno in menopausa più tardi della media; al contrario le donne che prediligono i carboidrati raffinati di pasta e riso ad esempio, presentano un esordio anticipato della menopausa, di circa 1,5 anni rispetto alla media. Sono i risultati di un vasto studio inglese, condotto su oltre 14 mila donne. Uno studio inglese ha studiato i possibili effetti della dieta sull’età della menopausa, giungendo alla conclusione che le donne che mangiano cibi sani, quali pesce grasso, legumi freschi (piselli e fagioli, ad esempio) vanno in menopausa più tardivamente rispetto alle donne che consumano prevalentemente carboidrati raffinati, quali pasta e riso. Lo studio, pubblicato su Journal of Epidemiology and Community Health, ha preso…
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Il dolore mestruale (dismenorrea): che cosa si può fare?

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Uno dei disturbi femminili più diffusi è la mestruazione dolorosa o dismenorrea, più o meno associata ad altri sintomi generali, come gonfiore addominale ,nausea ,vomito, cefalea ed emicrania, ansia, cambiamenti di umore, difficoltà di concentrazione, dolore e gonfiore al seno, mal di schiena, gambe pesanti e dolenti, insonnia. Il dolore di tipo crampiforme, localizzato al basso ventre, compare in genere il primo giorno del ciclo, in alcuni casi anche prima, per poi diminuire di intensità fino a scomparire. Si possono osservare tre forme di dismenorrea: la primitiva, la secondaria, e lamembranacea. CHE COS’È LA DISMENORREA PRIMITIVA? E’ caratterizzata da un dolore mestruale, in assenza di malattie a carico degli organi genitali (cisti ovariche, endometriosi, ecc.). Compare in genere a distanza di sei mesi un anno, dopo la comparsa del primo ciclo mestruale…
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